25 Aprile, Bologna
25 Aprile 2018 amministratore

Il 22 aprile del 1945 i militari polacchi, entrati il 21 aprile dall’attuale Porta Mazzini, sostennero la Madonna di San Luca durante la benedizione impartita alla città dal Cardinale Nasalli Riocca.
Lasciamo qui la parola alla cronaca di “Bologna liberata” “alle ore 9,30 l’Em.mo Cardinale Arcivescovo, che sempre tanto si è adoperato per l’incolumità di Bologna e per un incruento trapasso di poteri, si recava a Palazzo d’Accursio ove incontrandosi con le Autorità e col Comando militare Polacco, e successivamente col Comando militare Americano, si dava premura di esprimere la sua commossa soddisfazione per la raggiunta incolumità cittadina e di raccomandare con cuore di vescovo che tutto si svolgesse in una concordia di animi la quale sia promessa della invocata ricostruzione della Patria. Accolto dal Prefetto, Ing. Borghese, che gli ha dato il benvenuto, e incontratosi col Sindaco Dozza, l’Em.mo Pastore è stato fatto segno al rispettoso omaggio dei Comandanti militari polacchi, che si sono inchinati a baciargli il sacro anello in segno di profonda venerazione.
Il Generale Rudnicki, Comandante della Divisione polacca, ha rivolto a S. Eminenza parole di commosso saluto, dicendo di ringraziarlo per quanto egli aveva fatto per la salvezza della città in questo ultimi mesi di vita cittadina. “La Polonia cattolica e martire della oppressione nazista –ha detto il Comandante- condivide la sorte riservata ai seguaci del Cristianesimo, i quali debbono , a somiglianza del Maestro Divino, vincere nella sofferenza e trionfare nella croce”. Il Generale ha concluso dicendosi felice che Bologna sia stata sottratta alla distruzione. Commossi applausi e grida di «Viva la Polonia» hanno salutato le alte e nobili parole del Comandante Polacco.
L’Em.mo Cardinale Arcivescovo rispondeva ringraziando la Divina Provvidenza e la Madonna di S.Luca per l’incolumità serbata a Bologna in quest’ora, e quale vescovo e Padre di tutti pregava fossero risparmiati turbamenti e dolori e tutti concordemente collaborassero alla rinascita tanto desiderata e tanto necessaria della vita della nostra famiglie, della diletta città, della Nazione. Soggiungeva poi che venendo a Lui il saluto da figli della Polonia, lo stesso augurio formava per quella nobile Nazione così illustre nella storia della Civiltà cristiana.
L’Em.mo Porporato lascia quindi il Palazzo d’Accursio, fatto segno a rinnovate dimostrazioni di omaggio da parte delle Autorità e dei Comandanti, coi quali si è intrattenuto con affabile cordialità. Sua Eminenza viene salutato con devote dimostrazioni dal popolo, mentre attraversava la piazza per raggiungere l’Episcopio.
Nell’apposito libro delle adesioni, invitato, scriveva così:
21 Aprile 1945. Coll’augurio fervido di concordia e di pace che Iddio benedica e fecondi.
 Giov. Battista Cardinale Arcivescovo, con cuore di Padre e Pastore”
Delibera di portare poi di portare domani la venerata Immagine della Madonna di San Luca.
L’immagine, portata dai Domenichini, viene accolta dal Cardinale a Porta Saragozza, e “in piazza S. Petronio S.E. colla venerata Immagine benedice l’immensa folla che tutta la gremisce”.
E’ una delle discese straordinarie più commoventi della storia della città e dell’Immagine, che durante le benedizioni sul sagrato della basilica, quasi irriconoscibile per le spesse protezioni dei portali edificate in mattoni e sacchi di sabbia, è sostenuta invece che dai sacerdoti, come d’uso, ma dai militari polacchi”. Testo di Gioia Lanzi

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